Elementi di teoria del campo analitico

 

 

Il concetto di campo analitico nasce negli anni sessanta dai lavori di W. e M. Baranger, che immaginano la situazione analitica come un campo dinamico tra due persone inevitabilmente connesse e complementari, per cui nessun membro della coppia può essere capito senza l’altro.

Questa proposta è in sintonia con il radicale mutamento introdotto da Bion sul modo di intendere la situazione analitica, sempre più vista come “faccenda a due sensi”, in cui l’essenziale non è ciò che riguarda l’analista e l’analizzando, ma ciò che accade tra di loro. Gli accadimenti analitici sono prodotti non solo dal paziente, dal suo mondo interno, dalla sua storia, ma anche dall’analista, dal suo modo di funzionare, dal suo modo di entrare in scena.

Nella psicoanalisi italiana il concetto di campo è stato introdotto grazie all’opera di Francesco Corrao. Il pensiero di Corrao è stato poi sviluppato in Italia da autori come Neri, Gaburri, Bezoari, Ferro, Civitarese. Parallelamente negli Stati Uniti gli sviluppi del pensiero di Bion ad opera di Grotstein e Ogden si sono mossi nella stessa direzione.

Bibliografia
  • G. Civitarese, La violenza delle emozioni. Bion e la psicoanalisi postbioniana, Cortina editore, Milano 2011
  • G. Civitarese, L’intima stanza. Teoria e tecnica del campo analitico, Borla, Roma 2008.
  • G Civitarese, I sensi e l'inconscio, Borla, Rona 2014.